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I quattro clipei dell'Arco d'Augusto

Arco d’Augusto Le decorazioni presenti sull’Arco d’Augusto di Rimini ( Ariminum ) hanno una forte valenza simbolica. Sopra la parte centrale del fornice si trova una testa di toro che potrebbe rappresentare o la fecondità della natura oppure ricordare la fondazione della città e il governo romano che aveva portato legge e ordine. Ai lati dell’arcata si trovano quattro clipei ( CLIPEO  (lat. clipeus). - Era uno scudo metallico che i Romani adottarono, fin dai tempi più antichi, per la difesa dei soldati della prima classe)   che rappresentano divinità favorevoli all’Imperatore Augusto, tra i quali si trova Nettuno, dio dei mari, riconoscibile dal simbolo del tridente. L’immagine del dio è rivolta verso la città come per richiedere la sua protezione, essendo Rimini una città di mare. Sono rappresentati Apollo, dal quale l’Imperatore diceva di discendere, un bel giovane con i lunghi capelli, Giove con una lunga barba e con un fascio di fulmini nella ...

Il "turismo" medioevale nel Riminese.

In una particolare zona di Rimini alloggiavano i viaggiatori quando, nel Medioevo, ancora non esisteva la vocazione turistica della città. Si deve percorrere il Corso d’Augusto (ex Strada Reale), andando verso il ponte di Tiberio, dopo Corso Giovanni XXIII, sulla destra si trova un intreccio di vie dai nomi noti ai Riminesi dove in passato, chi viaggiava trovava osterie, alberghi, ospizi, essendo facilmente raggiungibili dai viaggiatori che arrivavano via mare o dalla Via Emilia. Le vie si chiamavano Via Degli Alberghi e Via Delle Osterie, oggi è intitolata a Gozio De’Battagli, sui lati si trovavano gli alberghi del Giglio e della Ruota. Solitamente le strutture si affacciavano sulle vie principali, mentre sul lato esterno si trovavano gli stallatici.

Berretti Giuliano amato pugile romagnolo

Giuliano Berretti fu un pugile, anzi un boxeur, divenuto famoso negli anni sessanta. Nato a Montetiffi nel 1944 iniziò giovanissimo, a soli quindici anni a tirare di boxe, sotto la guida del maestro Pandolfini. Il suo debutto avvenne a Pesaro nella categoria “pesi gallo” il 19 marzo 1960. Nel 1961 si registrò il passaggio tra i dilettanti. Sotto la guida di Mario Magnani si perfezionò e iniziò a conquistare ottimi risultati divenendo uno dei migliori pesi welter leggeri italiani del momento. Sostenne ottantacinque incontri dei quali ben sessantacinque vittoriosi. Coraggioso e aggressivo, determinato e altruista, fu un pugile che trasformò ogni incontro in un bellissimo spettacolo sportivo e i suoi ammiratori accorrevano numerosi nei palazzetti dello sport. Tali doti si manifestarono anche nello svolgimento del suo lavoro di Vigile del Fuoco e nella sua attività di allevatore di cavalli da corsa. Ai cavalli ai quali dedicò tanto del suo tempo, attribuì i nomi di famosi pu...

Rimini e la pesca

Anche se Rimini è una città di mare affacciata sul pescosissimo Mare Adriatica, l'attività Trabaccolo ittica si è sviluppata molto tardi.  Solo a metà '500, dopo che il pesce apprezzato dai romani era stato snobbato durante il medio evo, si sviluppò la pesca, sia a seguito del Concilio di Trento che conferì importanza ai digiuni di magro durante la quaresima, il venerdì e le vigilie, e grazie alla scienza che incominciava a riconoscere al pesce virtù benefiche.  Si incominciò ad utilizzare nuove tecniche di pesca, provenienti dalla Provenza, e si introdusse la pesca d'altura, mentre prima c'erano solo le tratte a rive e le barchette di costa. Grazie alla conservazione nelle ghiacciaie e allo sviluppo dei trasporti il pescato ora poteva giungere fino ad Urbino, Firenze, Perugia, Lucca. A fine '700 Rimini era divenuto il primo porto dello Stato Pontificio in quando g razie alla flottiglia che si era sviluppata si poteva andare a pescare fino alle acque istria...

Ricordi: Il contrabbando delle ferrarecce

Una attività particolarmente attiva fu, tra il '500 e il '600, quella del commercio delle ferrarecce (minerali di ferro) e del rame, anche se era già sviluppata nel basso medio evo. I grossi mercanti, per lo più lombardi, ( Pavoni che diedero a Rimini anche un vescovo, Provasi, Pastoni) dal porto di Rimini avevano organizzato, anche come armatori, il trasporto partendo da Trieste, dove il carico giungeva dalle miniere asburgiche della Carinzia. Il trasporto era duramente represso dagli armatori Veneziani che volevano il dazio su ogni naviglio.

Ricordi: La minestra de Padaion

I riminesi più anziani ricordano sicuramente " la minestra de Padaion ". Si trattava di una minestra distribuita alle persone indigenti in possesso della tessera di povertà negli anni del secondo dopoguerra.  La distribuzione avveniva dietro il Palazzo del Comune, in un magazzino, dove,  lungo la parete si trovavano tre pentoloni di minestra da distribuire nella giusta razione.  Per avere diritto alla minestra de Padaion, ci voleva la Tessera di Povertà , un documento rilasciato alle famiglie prive di sostentamento  che così potevano usufruire di servizi sanitari e sociali.  C'era poco da mangiare a quei tempi, la vita era carissima ed era difficile sbarcare il lunario.

Ricostruzione Teatro Galli - Rimini

Dopo 70 anni dalla fine della guerra il teatro "Amintore Galli" di Rimini sta tornando a nuova vita.  Dietro le transenne del cantiere si sta lavorando dove un tempo sorgevano la sale e il palcoscenico, utilizzati negli ultimi anni più recenti come palestre. Il progetto di ricostruzione del teatro è del 2009.  Grazie a questi lavovri stanno tornando alla luce le fondamenta progettate da Luigi Poletti nell'800 e la pavimentazione in marmi pregiati asiatici e africani di una antica domus romana di età imperiale. Si sono trovate anche alcune sepolture di una necropoli del periodo goto.