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Rimini Medievale


La città di Rimini non risentì del crollo dell'Impero Romano di Occidente, probabilmente grazie alla sua vicinanza con la città di Ravenna, si sono ritrovati infatti nel lavori di scavo archeologico interessanti re aperti bizantini ravennati che attualmente sono conservati al Museo della Città.
La nuova struttura della città medioevale si andava a sovrapporre a quella romana, il territorio urbano si cingeva di nuove mura, il porto si allontanava dal centro che dal Foro si spostava in piazza del Comune. Risalgono a quel periodo la costruzione del Palazzo dell'Arengo e della fontana pubblica. Simbolo del potere religioso era invece la Cattedrale cittadina dedicata a Santa Colomba della quale oggi si può ammirare solo la torre campanaria. Nel campo dell'arte fiorisce la Scuola Riminese del Trecento la più importante in Italia insieme a quella di Firenze e di Siena. Una scuola in cui si fondono la forza innovativa di un pittore come Giotto con la tradizione della pittura Bizantina. Esempi mirabili di questa pittura si trovano nella chiesa di Sant'Agostino di Rimini.
In questo periodo Rimini vive il periodo delle libertà comunali che però degenerarono ben presto nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini.  In questi scontri intestini prevalse la famiglia Malatesta che dominò la città per almeno due secoli, fino al 1500. I Malatesta furono sempre impegnati in battaglie e scontri con le signorie confinanti per espandere i loro possedimenti e costruirono sul territorio rocche, castelli e torri di avvistamente. Nella città che scelsero per risiedere, Rimini, costruirono il Castello e il Tempio, voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

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